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Federico Tomassetti

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Esagero, in tutto. Arranco, lotto e ci provo a vivere per davvero. Ma conservandomi sempre un momento per perdermi: dietro ad unsogno, un ricordo, un pensiero.

L'eremo del viandante

divagazioni, pensieri, modi perversi per esprimersi

PER FAVORE NON INSERITE CLIENT PER CHAT

Scrivete il cappero che vi pare

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Bel Blog . .
May 13
Giulia Moscawrote:
ho letto con molto piacere i tuoi interventi
veramente belli
passa da me quando ti va
ciao
Mar. 26
Ecco, guarda, invece di essere contento che la gente viene e ti invita a nome di napulegno, oppure che ti dice che il tuo blog è bello e perchè non vai a vedere il loro, tu ti lamenti delle chat...sei proprio un ingrato bastardo. Ma alla fin fine sei anche un amico. Come dire che ognuno ha quello che si merita. Come dire che chi semina vento raccoglie tempesta. Come dire che questo un po' ti secca come una merda al sole. Come dire che forse ho detto troppe cagate, ma era da un po' che non invadevo la tua bacheca e che quindi torniamo al fatto che te lo meriti. Come dire che andrei adesso ma forse no. Come dire che si, vado che è meglio.
 
Feb. 26
Perchè, perchè mi devo sorbire queste chat del ca...aaa...ppero e pensare che si facevano chiacchiere interessanti all'inizio. Ma perchè. perchè queste chat... autodefinibili... 
Feb. 24
Maria Teresawrote:
Ti invidio veramente un casino....
Feb. 10
June 17

L'avresti detto

Ti avessero detto di un viso, e di quel viso, c'avresti creduto? Ti ci saresti baloccato la mente, o corso via a rintanarti in terre conosciute, là fra l'ombra d'un albero malconcio, la panchina mangiucchiata di un parco,  dove i pensieri, noti e già masticati, ripercorrevano gli stessi tragitti, ben tracciati.

L'avresti detto mai? La senti, la Vita, il suo profumo. Tutto così mischiato,  tutto così limpido. E dov'eri prima? "Ero che stavo arrivando". Con calma, secondo percorsi veri ed interi. Ineludibili. ognuno i suoi, serve l'onestà di percorrerli.

Le smorfie, il viso incorniciato.

L'avresti detto mai? Forse no, non ero capace di dir tanto. Però penso che chi crede ha ragione. Non so come, ma è stato facile credersi, chiamiamolo un moto del cuore, l'arrendersi ad un'evidenza  o una possibilità enorme e travolgente che stava alla fine di un percorso.

Sto bene.

P.S. ...e comunque sto sicuramente meglio di un poveraccio ubriaco risvegliato a schiaffoni perchè "forse non aveva polso"...
June 10

...ottimamente, cazzo

A ben pensarci sto per andare a trovare il Capo.

Voglio dire che no, cazzo, certi canzoni sono troppo fighe per essere ascoltate. Qualcuno diceva così.

Nico si è buttato col paracadute.

Per dire.

L'alcolismo è un gran bel tattoo. Mi piace. Lo riguardo.
May 06

Riassumendo

Oggi ho scritto cose come

bla bla bla

@Override
public boolean process(Set<? extends TypeElement> typeElements,
        RoundEnvironment roundEnv) {
    RulesChecker<Element, TypeElement, VariableElement, ExecutableElement, VariableElement> checker = new RulesChecker<Element, TypeElement, VariableElement, ExecutableElement, VariableElement>(
            new ProcMessageEmitter(this.processingEnv.getMessager()),new AnnoCheckerProcFactory());
    RulesManager<Element, TypeElement, VariableElement, ExecutableElement, VariableElement> rules = RulesManager.createInstance();
    for (Class<? extends Annotation> annotationType : rules.getKnownAnnotationTypes()){
        Set<? extends Element> elements = roundEnv.getElementsAnnotatedWith(annotationType);

bla bla bla

Oggi ho preso il tram. Facevo caldo mentro camminavo verso la fermata del 10. E mi piaceva il tempo, mi piaceva pensare di fare una copia delle chiavi e darla a Claudio. Mi piaceva immaginare due bambini in classe alle medie ed uno che dice all'altro "un giorno ti darò da tenere una copia delle mie chiavi di casa perchè mi fido di te" e l'altro rispondere serio che mi avrebbe invitato a casa sua e della sua ragazza. Voglio dire, le cose hanno inizi. Ci sono quelle a cui tieni e sei lì ad assistere le guerre quotidiane di quel crescere, di semi che diventano germogli e sfidano impudenti intemperie ed insidie di ogni specie. Lì sdraiato al suolo, il naso che quasi sfiora la terra assisti a quel trionfare, emergere alla luce, spuntare. E poi ingrandirsi a poco a poco. E ti inventi pericoli quando non ce ne sono, nutri d'ansia la visione di quel lento crescere, una formichina che passeggia su una foglia ed è subito un groppo in gola mentre cerchi di cacciarla via col dito badendo bena al contempo a non procurare danni con la tua goffaggine. E così. Lei se ne frega e continua il suo mestiere. Ci si potrebbe fare qualche risata in più magari, ma un po' di preoccupazione eccessiva a volte ci sta.

May 04

Sonno

Ho sonno e non so scrivere. Ma non cerco scuse, solo tasti da pigiare: son certo sian qui a breve distanza e questo s'accorda alla mia pigrizia. Vorrei un libro da leggere. Ma sai, più che un libro, una storia che abbia voglia di raccontarsi. Ascolterei. Ripenso agli alberi. Partecipi nella loro quasi immobilità, un frusciare appena, lieve, un mantenersi vivi e brulicanti. E li diresti immobili al primo sguardo, ci credi? Guarda bene. Il fango sul torace, il fango sulla guancia. Le persone, come carezze ricevute queste persone qua, le persone nel fango, giocano. Corrono. Le persone sdraiate. Le persone che mangiano, che girano una sigaretta. Che rovesciano l'acqua sulle ferite. Le parole. Il chiedere, riservato. Rimane quel pensiero, dietro gli occhi, a quella distanza breve cui sa che l'attenzione cosciente non andrà a recuperarlo, quel pensiero che la Vita m'abbia fatto l'occhiolino. Si.

Insomma, per dire, ragazzi che culo.
April 27

Massi o massì?

Ci sono stanze in cui la sera fa caldo e le lenzuola blu sono lì ad avvolgere sudore. Ci sono per contrasto stanze in cui torni al mattino e trovi un freddo cane a sfotterti. Ci sono dolori come polpi che si insinuano sotto pelle, nessun desiderio di andarsene. Come te d'altra parte: nessun desiderio di andartene. Io sto bene qui. Ricordi di quanti "ma chi se ne frega" hai inanellato, magari una Gauloises rossa che scivola dal pacchetto nel mentre. Ora pensi che alla fin fine un uomo dovrebbe essere contento di qualche difficoltà: servono a potersi dimostrare di non essere un frocetto. Insomma come un nano (sto parlando di fantasy) che potrebbe perdere tutto, rimanere solo con barba, ascia e reputazione. Così un uomo dovrebbe puntare ad avere una buona fiducia in sè. Credo la si costruisca continuando ad uscire là nel fango. Il risveglio è stato stupendo, la giornata... vediamo. Facciamoci largo insomma, no?
April 25

Evitare

Vissero infelici perché costava meno.
(Leo Longanesi)
April 17

Il bello e la ricerca

Il bello di scrivere è che è in te. Magari provi a leggere e basta un frontespizio a farti infantilmente cambiare idea.
Il bello degli amici è la loro concretezza, il poter interagire, confrontare. Reazioni. Parli, confronti.
Mi piace. Mi sa di libertà.
Di realtà.
Respiro. Fra parole che scorrono per quel che devono essere, con sapori che talore suonano infantili o dissonanti ma non si negano. Mi piacciono queste parole, hanno difetti artigianali e nessun correttivo, nessun dolcificante, correttore di sapidità o colorante a porre rimedio. Confronti non con colori corretti ma con gli stanchi rossi di vini acerbi o di formaggi stagionati male, in una cantina dall'umidità sbagliata. E consigli sull'invecchiamento del mosto, sulle erbe da usare per insaporire i salumi. Così, col valore di un consiglio che si rivelerà magari poi infruttuoso ma dato col cuore, da chi quel vino l'ha diviso con te, reale.
Nessuna piega, solo spazio libero.
Bella quella piazza e la fontana di vetro, il negozio che vende bottiglie e bottiglioni. Le sigarette corte di Nico, il cambio favorevole per gli europei ed i progetti. Belle le sigarette corte di Nico anche se non mi va di fumarle. Bella.
Ma soprattutto bella la mia vita e quel che ho, questo non lo dimentico ne me ne faccio distrarre.
April 12

Lo diceva quel tizio (ma io non so fare il copia ed incolla sul mac)

Qualcuno diceva a mano a mano. Così, fra le vie strette, le piazze, i parchi ordinati. Tutto quel bianco, tutti quei sorrisi. Quelle parole, quei cuscini. Allora, a mano a mano.
April 05

Noccioline

C'è un Lupo che mi aveva seguito a Karlsruhe e che ora ritorna sulla scrivania. C'è un biglietto piccolo, carta bianca, trovato aprendo un DVD. C'è che sto bene.

Io, che guardo per ideali a destra, ascolto il discorso di un'attivista del PD (http://www.youtube.com/watch?v=fVXoMoEu5Os) che si lancia nel dire in faccia ai vertici del proprio partito dove sbagliano. Conclude il suo applauditissimo intervento chiedendo che i candidati alle europee vengano indicati dalla base del partito invece che dai vertici. Il suo discorso riscuote un grosso successo, moltissimi lo guardo su youtube, diversi giornali lo riprendono. Il partito le offre la candidatura alle europee, lei accetta. Io penso che, in generale, le parole siano più facili e meno costose da spendere dei gesti. Ricordate quel professore, Randy Pausch, che a pochi mesi dalla sua morte tenne un'ultima lezione sul significato dei sogni e della vita; durante quella lezione ha riportato una sua esperienza:

Syl is great because Syl gave the best piece of advice pound-for-pound that I have ever heard. And I think all young ladies should hear this. Syl said: it took me a long time but I’ve finally figured it out. When it comes to men that are romantically interested in you, it’s really simple. Just ignore everything they say and only pay attention to what they do. It’s that simple. It’s that easy.

Penso che non sia un consiglio solo per signorine ma che sia generalizzabile, di ampio respiro.


April 01

Di oggi e di domani

A volte è difficile non aspettare domani, voglio dire, oggi sembra più povero. E' tutta strada sai. Senza strade non ci sarebbero posti. E senza posti dove ti incontrerei?
March 29

Così, prima di dormire

Ho tanto sonno e non ho una storia che sappia raccontare, parole precise e composte. Scrivo lo stesso per lasciare un segno, un appunto, che magari rileggerò fra un anno. Penso che mi piacciono quei passi che mi sembrano battiti di cuore, mi sento bene. Penso che ci sono cose che non ho tanta voglia ma che lo farò, le aggiusterò. Una luce positiva da forza anche al resto, energia. Ho voglia di parlare con Claudio, con Andrea. Dialogare, confrontarsi. Ho voglia di una grigliata. Di cosa non ho voglia lo so ma vabbè, non è mica domani. No domani guarderò qualcuno leggere. Ecco. Si, proprio come i battiti di un cuore. Va bene così, anche se non ho belle parole per dire le cose, se non le so raccontare. Non importa, importa viverle.



Citazione a caso:

I soldi vanno e vengono, il carattere no.
Manlio Collino

March 23

Alla sera poi uno dorme e così parla a casaccio. Le dita cascano a caso loro. Io intanto bevo, mica ci combatto. Come dire, mi faccio gli affari miei, scrivessero quel che vogliono.

E' strano sai, come ti caschino da dietro un orecchio cristalli di viaggio. Li guardi lì sul tavolo, fra la birra ed una moquette che perde di solidità, si scompagina in terreni sconnessi, capitati lì per caso da chissà dove. E' rilassante. E' che viaggiare ha tante forme. E' che ti accorgi che le gambe vanno, se gli dici dove, tu e sguardi di lupo in combutta a progettare tragitti, incuranti dei temporali. Mi sono riparato solo un fischiettare umido quando è servito. E poi trovarci dentro tanti piccoli viaggi, pacchetti monodose a riempire spazi di qualche minuto e stanze piccole, accennate. E così ti scopri ricchezza di umori, di riflessi brillanti in ogni piccolo angolo. Il piccolo riproduce la capacità di colore del grande.

Ecco, sto bene.

Grazie.







Quale obiettivo vale davvero la pena di essere raggiunto se non riesci a goderti la vita mentre fai di tutto per raggiungerlo?

Lene Gammelgaard, Il mio Everest

March 22

Motivazione, energia

Un uomo pigrerrimo rientrando a casa può far caso al fatto di esserne uscito meno di 48 ore prima, aver guidato per 1300 Km e sostenuto con successo due orali in una lingua diversa dalla sua.

Voglio dire, le motivazioni servono. Ci sono cose che danno una carica positiva.

March 18

Questa notte

Questa notte è di pensieri che s'annidano fra le palpebre ed il dovere di dormire.

Questa birra è per te, per le tue nuove parole che cambiano sede e forse lo faranno ancora.

Questa birra è per l'amico che era qui a berne quella sera in cui ne avevo bisogno.

Questa notte c'è un lupo che mi fissa e chi aveva gli stessi occhi se n'è andato e pare volesse restare alla fine.

Questa notte provo a non vederla come un muro che mi separa, ma come un viaggio che mi porta.

Bisogna imparare a viaggiare. Ed imparare, ed imparare ancora.

E... grazie, sai.

Io... so dove voglio andare.
March 16

Keeping to be relaxed

Ho bisogno di spazi molto più che di cose.

Tengo solo quelle preziose, selezionate, scelte e brillanti.
March 15

Pillole

Ho avuto un week-end davvero molto rilassante.

Che pace.
March 14

Pausa dallo scrivere

C'avevo, c'ho da vivere.
March 07

Pensieri

O meglio, riempitivi della testa. Si, si. Tornato alle tre e mezza, mi è riuscito di fare relativamente presto per il genere di serata. Non c'ero, non c'ero proprio. Pilota automatico, funzioni minime. Abbracci, saluti, San Simone. Poche parole, ascoltare e vedere le cose che vanno avanti e restano sè stesse. Un poco di cerchio alla testa, il prezzo minimo, sonno poco, qualcosa potrei dire, perchè serve dormire. Perchè c'è il giorno dopo, in qualche modo. A volte vorrei non condannarmi ad alzarmi.

Poi mi distraggo, conto gli anni e cerco di spelarne via qualcuno, di fregarli. Si dai, se non se ne accorgono ti aggiungo a qualche foto. Dipingo un abbraccio che non c'è potuto essere, ma ci sarebbe piaciuto no?

Sai è divertente che vieni qui con questi pensieri a distrarmi. Grazie. E' strano il modo in cui... massi, lasciamo stare.

E' che... a volte è mattino, in qualche modo.

March 04

Come dire di una goccia, che la pioggia tutta è troppo grande e se ci penso mi commuovo

Si, non ho parole e non le saprai comunque usare. Non sono sicuro neanche mi vada poi di parlare.
Sono qui, la piazza ed i tetti a sbirciare; tetti lucidi. C'era un filo a legare tanti giorni diversi a lavarsi l'anima e non metterla mai a stendere.
Quel filo oggi non c'è, nulla fra me e la pioggia. Una pioggia che non è un bussare, un attirare la mia attenzione. Non si tratta più di una spinta leggera,
dolce anche se punge, di un invito a trovare la forza di camminare ancora. E' una pioggia che luccica quanto i tetti, di verità, E' una pioggia che non
è né un invito né un messaggio, non è una consolazione. E' una pioggia reale, disseta per davvero. E' acqua che piove così generosa da bastare per campi che davi abbandonati, per terreni che neanche sapevi tuoi, si spande così grande tutt'attorno che supera la collina e non lotta neanche con i limiti di una vista  che pur sapeva governare questi orizzonti. E' una pioggia tanto grande che non sai vederla tutta. Ma senti di passeggiarci sotto, di esplorarne confini infiniti prendoti il tempo che serve e confidando nella sua generosità, di tuo la sai capace di restare così ed intanto cammini e... ma è solo questo per ora che mi riesce di dire... ora torno, alla mia pioggia, mi manca già.
February 28

Rivelazioni esistenziali

Questa puzza, questa puzza sono io.
February 27

Cascando nella sera, pensare che è quel genere di ore in cui toreri sono stati trafitti a morte e poi coperti da lenzuoli portati da bambini... da tutto una prospettiva diversa

Quando fa leggermente più freddo, il sole appena un po' meno sicuro. Il pomeriggio è lì, restio a farsi sera, si gode ancora il proprio momento. E' il genere di istante in cui le papille si fanno più sensibili all'amaro, retrogusti impercettibili sfiorano piano. E' la natura umana immagino. Sai non lo so spiegare cos'è, forse lo strascico di vecchi dolori. Che rimangono lì ad insegnare, che rimangono lì ad invecchiare, farsi eco che ti gridano dietro l'abbandono cui li hai destinati. E sei lì, fra montagne che spariscono dentro a tunnel, che riaffiorano, vecchi CD dei Litfiba.
Sei lì.
Che lo sai dove vuoi essere.
Ci sono momenti in cui fa paura la propria ombra. Sono momenti adattissimi per sentirsi inadeguati. Magari quello che si vuole è troppo ancorato per tremare, quello rimane stabile. E allora è più facile siamo noi a tremare. Il cor mi si spaura, delle mie debolezze, i tagli brillano di più con questa luce e mi ricordano il mio essere stato un idiota in un milione di occasioni. Sai, momenti singoli illuminati, non il percorso che li ha uniti, non il contesto. L'espressione che avevo verso me stesso, estrapolata e sputatami in faccia... Però sai cos'è... qui ci sono arrivato, pur essendo stato mille volte un idiota. Magari ho pensato di non farcela, di mollare ma... sono arrivato a questo parcheggio, a questa bottiglia di San Simone, a chi sono oggi. Spaventato a volte, certo. Ma è solo perchè ho qualcosa di cui spaventarmi, qualcosa da perdere.

Io di solito mi perdevo e basta.
O mi perdevo le cose.
O mi perdevo il contenuto dello stomaco sul pavimento; guardalì lì i miei acquisti accurati al reparto alcolici.

Massi, è anche questo il senso di equilibri dinamici.

February 26

Varie concrete scempiaggini

Invece di parlare di risvegli e... si avevo qualcosa in mente stamattina ma poi.
Si, comunque, da un lato certe immagini, selezionate, parole e sensazioni, vorrei poterle fotografare, mettere sotto carta velina e preservarle dal flusso unto e potenzialmente pericoloso degli eventi.
Invece il senso di risvegliarsi forse è proprio mescolare a quell'istinto quello dell'alba, del moto a continuare. Che è poi un moto come quello ad aver dato il fiato ai percorsi che si son fatti momenti da conservare. Ma vabbè. In realtà una quantità di fagioli Bud-Spenceriana, piccanti ma non abbastanza, birra al fianco sono il punto e virgola ad una giornata di... studio? O qualcosa di simile. Il punto verrà dopo una visita. Mi piace l'idea.
Sono stanco, tanto eh.
Però... insomma, ce l'ho certe immagini sotto agli occhi. Spuntano da dietro la cortina di sonnolenza, la birra da finire.
Si ce le ho, ma quel che importa è che... sono un pezzo di un puzzle più grande.
Ed io quel puzzle lo...
Ecco, no, per dire.

Stasera mi sento pieno dei miei limiti, Just like a human.. one more human being, ma felice, c'ho i miei motivi.
February 23

Parole a vanvera dette a casaccio con una lattina di nastro azzurro in mano e cinque ore da quando ci si becca con Giorgì al Queen

Si, sei arrivata come la pioggia.

Come la pioggia mi hai sorpreso mani in tasca. Un diluvio a lavare via polvere e sciocchezze.

Lo sguardo al sole gli occhi chiusi, le prime gocce e dirsi che no, non sta piovendo. Eppure sorridi, neghi quando già sai. Lasci che le gocce continuino a baciarti.

Sai proprio di pioggia. Mi piace come sai venirmi a trovare, avvolgere i pensieri ed i momenti. Sei il primo sorso di birra, il primo respiro dopo uno spavento.

Sei la pioggia che ti viene a trovare nel bosco, il profumo di terra.

E proprio della pioggia è anche il modo in cui mi sei entrata dentro. Mi sento tanto la terra che se ne sta lì inutile, a sprecarsi d'aridezza. E poi arrivi tu. Senza appuntamento. Ti fai largo sottile, neanche il tempo di dire "oh" e sei già così in profondità.

Mi piace la pioggia, mi ricorda te.
February 22

Ti aspettavo

Ti aspettavo con un bicchiere di vino in mano, la bottiglia rimasta aperta, la bottiglia rimasta troppo a lungo nel bagagliaio e non più buona.

Ahi, cos'è stato? Era Ahi Maria. Ahi, cos'è stato? Era la Vita, così bella che fa un po' male.
February 20

Strade I

E siamo ai deliri. Mi andava di parlucchiare.

E camminando ho visto delle cose. Mi fa piacere vedere le cose, provo ad impararci qualcosa. Mi sforzo di capirle, provo a smontarle e non so rimontarle. Nello smontarle a volte perdo il loro senso, il funzionamento. Un orologio ad esempio ho capito che è meglio se ci leggo l'ora, che se lo apro e prendo i pezzi e sono piccoli e sono tanti e tutti a far l'amore a modo loro poi non funziona più tanto bene, finisce che arrivo tardi dal barbiere e vagli a spiegare che mi si sono sparigliate le ore, che c'ho i minuti sotto al cuscino, i secondi caduti nel lavello a giocare fra i piatti sporchi. Che poi penso che io per intanto cammino, più avanti potrei incontrare a quel crocicchio che mi han detto stare più avanti un vecchio orologiaio che ha lì appuntamento con la figlia. Allora potrei chiedergli non tanto della figlia quanto di come funzionino questi benedetti orologi, della magia dentro che io da me non l'ho capita. Ci vuole anche umiltà. E allora magari gli chiedo se lo incontro, se poi sta lì lui, lui dico l'orologiaio, lì dico al crocicchio. Sempre che stia poi lì: il crocicchio intendo. Vedremo. Io per intanto cammino che se no sto qui col dubbio sul crocicchio, l'orologiaio, gli orologi e non risolvo nulla. E poi diranno abbia buttato la giornata. Dicevo al principio che mi piace camminare. Che ho visto che ti si consuma tutto anche a star fermo: le borracce le svuoti ugualmente, il pane lo spezzi a mezzogiorno ed anche prima ad ingannar l'attesa dell'edera che risale la tua gamba. Allora mi son detto: io vado. Mi sembrava la risposta giusta, e poi debbo dire, provando ancora ad essere umile, che m'è parso di non aver sbagliato affatto. Mi piace camminare. Ho sentito una volta un tale, vecchio non lo direi ma credo neanche più poi così giovane, la barba nervosa, le mani ruvide e consumate; e dicevo di questo tale, che un nome poi l'avrà anche avuto ma non lo conosco. Non mi stare a chiedere perchè non gliel'ho chiesto che mi perdo il filo. Quel che intendevo è che questo tale stava lì a lamentarsi del paesaggio sempre uguale, della figlia dell'orologiaio che non passava mai da lì che poi diceva ad alta voce, che lo sentivi anche non volendo, che era una noia ed i giorni sempre uguali e soluzioni niente per tutto l'orizzonte, che c'aveva cercato nello spazio attorno a lui. Non mi osavo di dirgli che comunque quel suo orizzonte si schiantava senza rallentare sul bosco di larici alla sua destra, che per quanto provasse la vista non sapeva scavalcare la vecchia roccia piovuta lì da chissà dove, che il sentiero vecchio non moriva lì, vicino all'ansa del fiume, è che poi scendeva e se ne andava al paese anche se a vedere da lì non si sarebbe detto. Io dal paese ci arrivavo e avevo preso proprio il sentiero vecchio nel suo ultimo tratto, per poco dico, che poi avevo incontrato questo tale e fra me e me pensavo a queste cose e non sapevo se dirgli che magari poco più in là c'erano anche altre soluzioni. Di quelle con l'odore di muschio, che a me, a dirla tutta, piace anche tanto. Comunque poi chi ero io, che m'avrebbe detto, me l'immagino, che noi che veniamo dal paese pensiamo di sapere. Allora io sono stato zitto e ho proseguito, il tale è rimasto lì. Che poi il crocicchio c'era alla fine, sapete?

Ci sono altre cose da raccontare ma lo faccio poi. Io di mio se vedo l'orologiaio gli dico del tale che chiede della figlia. Che poi sia lei a valutare se fare il giro largo, proprio da lì, fra il boschetto di larici e l'ansa del fiume o firmarne la condanna per pigrizia. Io ce lo dico, poi sta mica a me. Magari poi continuo a dirvi del perchè, non so che farci, mi piacciono le strade. Non credo in fondo di volerci fare niente, percorrerle magari. E la buona compagnia è per strada, lo sento.

 
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...per la maggior parte del tempo comunque ero ubriaco...