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1月31日 Piccole provePer la rete iniziano a spuntare prove sparse che testimoniamo dell'incontro fortuito, accidentale, dell'incauto incrociarsi del concreto e di quello che, avevo il dubbio, fosse solo uno straniato ricordo che galleggiava fra litri di vino. Ora mi pare di ricordare che Elio mi avesse suggerito di scrivere l'Inno del paggetto sulle note di "Let it be" 1月29日 Feriae Matricularum Augusta TaurinorumCome si fa a non parlarne e come si fa a parlarne. Di questa realtà alternativa, laterale, nel quale mi sono adagiato per qualche giorno: in luoghi sovrapposti a quelli che normalmente conosco della mia bella Torino ma popolati da una cerchia di persone particolari. Per coloro che fossero sfuggiti all'eccitato parlarne dei giorni precedenti mi riferisco alle Feriae matricolarum di Augusta taurinorum, una festa di goliardi provenienti da varie parti d'Italia e da Belgio e Spagna che si è protratta da giovedì a domenica (ecco spiegato perché non ho scritto sul blog in questi giorni). Dormire una notte un quarto d'ora, la successiva un paio d'ore e passare le giornate a compiere compiti vari, a bere un bicchiere con un goliarda appena conosciuto, un altro con chi già si conosceva, un altro ancora con gli amici di sempre. Stupirsi dello spirito che accomuna persone delle età più disparate e le porta in una stanza o in un cortile a divertirsi assieme, conosco poche altre situazioni che permettano di saltare così i divari generazionali, eliminare ogni differenza data da un capello bianco od una ruga in più. E poi c'è gente capace di fare centinaia di chilometri, andare dall'ultimo arrivato e spendere ore ad insegnargli qualcosa offrendogli anche da bere nel mentre, e poi finire a dormire su un tavolo. Persone che sono generose con altre che non conoscono e a cui certamente non devono niente. Persone aperte e pronte ad ospitarti a casa loro. Persone particolari. Intelligenza, cultura, apertura, voglia di divertirsi. E' un mondo diverso. Un mondo in cui è piacevole sperdersi, costituisce un'esperienza che rimarrà. Allo stesso tempo però il richiamo della realtà si leva in sottofondo, non ha bisogno di sbraitare, non è qualcosa che si possa ignorare. 1月24日 Dunkel, atalassia ed alcolismoL'alcolismo peggiora la mia atalassia. Mi toglie la volontà di fare, di preoccuparmi soprattutto e nutre il mio menefreghismo. Il fatto è che la voglia di vivere non c'entra niente con la voglia di agire. La voglia di vivere è quell'energia che si sprigiona mentre canti a squarciagola "Dead horse", ballando in camera tua o sporto fuori da un finestrino, in un costante rischio di cadere sull'asflato che sfreccia sotto. "Sometimes I feel like I'm beatin' a dead horse An I don't know why you'd be bringin' me down" Intanto le ore si fanno giorni, i giorni mesi e quel tarlo che ti divorava il cervello annega in una dunkel, una birra di qualità che ti sei concesso perchè ti sei finalmente convinto che la tua vita valga qualcosa. Oggi forse non ho costruito nulla ma sai, la mia atalassia mi impedisce di preoccuparmene... oggi ho vissuto, puoi dire lo stesso? 1月23日 L'araldo irlandese IE' mio piacere assolvere al compito affidatomi da Alessandro, ovvero rassicurarvi e informarvi che egli ancora vive, in quel d'Irlanda. 1月22日 Was not just sunday's sadness but was healed at Micca's homeDa quando ho deciso di scrivere un libro ho smesso definitivamente di scrivere. Ed è strano cogliersi muti, incapaci di parlare, incapaci di capire che si nasconde dietro questa che non è la mia solita tristezza domenicale. Almeno oggi non ho la tentazione di raccogliere i pensieri fra la voluttuosa nube che si sprigiona da una sigaretta. In questi giorni ho sempre trovato di meglio da fare che studiare, ad incominciare dall'altro ieri, un pomeriggio a chiacchierare con Claudio, quattordic'anni di amicizia stratificatisi fra turbolenze, brindisi e lunghi viaggi: a volte solo attorno ad uno stupido paese, a volte fra i sentieri dei boschi, altre per l'Europa. Ed è il non cogliere la differenza fra questi viaggi, capire che non c'è differenza uno dei primi passi da compiere. Vivere libero a volte è solo il dolore di non avere né meta, né desideri. Sto cambiando, ancora una volta, ampliando le mie possibilità, quello che sono eppure la sensazione è sempre quella di dover proseguire. Spaventandosi anche di quello che si diventa, della propria forza che diventa un'arma cui non si può mettere la sicura, stupito dalla mia istintività che si rivela incontrollabile, come se quella parte di me si fosse infine risvegliata. Eppure tutto quanto può essere curato per le vie del centro seguendo percorsi improbabili, appiccicandosi a vetrine che espongono eroi dei cartoni immobilizzati in forme di plastica. Si può curare, credimi, fra la storia di un assedio, di un eroismo ed il ritorno in metropolitana. 1月19日 Piccola aggiuntasu "La Stampa" non sono passati inosservati neppure i paggetti/guardie svizzere... 1月18日 Cortei per le universiadiMi fanno notare, e lo ammetto, e lo so, che tendo ad essere mono-tematico. Mi prende una passione e mi butto su quella. Così in questo periodo chi mi sta intorno o chi non mi sta abbastanza lontano sorbisce i miei goliardici deliri. E ieri è stata una giornata goliardica ma mi limito a mettere qualche frame preso dal TG3 (pessima qualità...) Per il resto ho anche incontrato una ragazza che non vedevo da quando avevo dieci anni circa. Lei mi ha riconosciuto, io barba, feluca in testa e divisa da guardia svizzera, non è che fossi uguale uguale da bimbo. La sua amica per cui ho nutrito un'inconfessabile ed inconfessata cotta in quella tenera età pare stia per andare a convivere con il ragazzo ed io qui a chiedermi da quant'è che non mi innamoro davvero, quando ho smesso di farlo. Chissà. 1月9日 IrlandaMa se si facesse un breve viaggio in Irlanda a febbraio o nelle vacanze di pasqua interesserebbe a qualcuno? Ovviamente organizzazione al massimo dell'economia (sono o non sono un plebeo?) Potete lasciarmi un commento qui o ne parliamo poi di persona. Ovviamente invito esteso a cani e porci, averne notizia costituisce invito valido. 1月8日 Delle botte mancate e delle partenze irlandesiE così oggi sono andato a vedere una lezione di Wing Chun in una palestra vicino casa mia. Nello stesso posto tengono corsi di Kung Fu scuola Chang Dsu Yao, lo stesso stile che al liceo ho praticato per due anni. Una parentesi della mia vita, come molte altre, di cui porto con me ricordi confusi. Ricordo le lunghe lezioni, il tornare a casa tardi e la conseguente sonnolenza che ha caratterizzato le mie giornate sui banchi di scuola. Ripenso ai miei maestri, eccezionali, e all'ambiente che c'era: pesante, la mia paura di tossire, il senso di inadeguatezza che si prova di fronte ad una disciplina così antica e che così mal si adatta ai tempi mordi e fuggi di oggi. Praticavo Kung cinque ore a settimane e mi rendevo conto di come fosse una quantità di tempo insignificante di fronte alla totale dedizione che richiede (e comunque uno dei maestri tendeva a farcelo capire ogni singola lezione). Poi l'anno scorso ho provato con il Krav Maga. Mi sono iscritto sull'onda emotiva scatenata dal fatto che i ladri si erano presentati a casa di mia madre. Sapete, mi è capitato di finire in una rissa più di una volta e prendermi qualche botta non mi sembra un gran problema. Si sta molto meno male che dopo certe mie sbornie. Però l'idea di non essere capace un giorno a difendere qualcuno a cui tieni mi colpisce molto di più di un paio di cazzotti. Per quello ho praticato qualcosa di più "concreto" anche se povero da altri punti di vista. Poi Ciube che faceva Krav con me mi aveva parlato del Wing Chun e delle botte da orbi che gli avevano rifilato mentre lo praticava a Lecce. Non che uno abbia il bisogno sfrenato di farsi menare un paio di volte la settimana ma ci si adatta a reagire a situazioni reali solo allenandosi al contatto fisico. Poi magari capita come a me di prendersi un coltello di legno in testa e tornarsene a casa con la sensazione di stare per svenire. Oppure un occhio nero o un dolore in qualche parte del corpo, ma fa parte anche questo della vita dalla quale ci nascondiamo nelle nostre tiepide case. La sensazione che mi ha dato vedendolo dal vivo non è però positiva. Chissà, forse quest'anno niente arti marziali. Parlo d'altro sai quando il fegato si lamenta ma c'è assolutamente bisogno di fare un brindisi per un tuo amico che è partito. Verso l'Irlanda, ad inseguire la sua vita. Uno che ha il coraggio di guardarla in faccia ed in essa il baratro. Che tu possa avere sempre il vento in poppa, Alessandro. E bisogna anche bere per avere il coraggio di mangiare questa pasta cotta nella pentola con sono stati preparati gli "aranciozzi di capodanno" (ovviamente senza lavarla...) conditi con un sugo la cui apertura si sperde nei tempi antichi, per dimenticare quei pezzi di mozzarella unitisi e solificatisi in strane forme... spettacoli unici e terribili che vanno in scena solo nella mia cucina... 1月7日 Una soluzione ragionataDella solitudine so apprezzare i lati positivi ma a volte mi capita di soffrire un poco all'idea di non riuscire a condividere. L'anno scorso, nello stesso periodo nel nostro gruppo di amici si viveva un periodo di stanca ed Andrea, che è notoriamente più saggio di me, ne attribuiva almeno in parte la colpa all'inverno. Forse è così anche quest'anno (nonostante le nevicate latitino), mi piace l'idea che una parte della mia vita, il mio umore, sia ancora legata ad una cosa naturale come lo scorrere delle stagioni. Comunque sia venerdì mi sono divertito come un pazzo con quello scoppiato di Claudio. Meraviglioso quell'essere. Ma dicevamo di questo lieve senso di tristezza, ho elaborato una soluzione (come anticipato da titolo). Pare che in una palestra vicino a casa mia tengano lezioni di Wing Chun, arte marziale di cui mi aveva parlato Ciube. Pare sia estremamente violenta e che lui uscisse da ogni lezione malmesso, occhi neri ed ossa doloranti. Ottimo! Pagando qualcuno per menarmi avrò moda di riempirmi la testa di altro (antidolorifici?) invece di inseguire il mio quieto ed ozioso mal di vivere. Domani mi informo. Immense domenicheIl mio patetico libro mi ruba un po' i temi per il blog ma riassumendo direi che la sindrome delle festività sta esplodendo in questi ultimi giorni ed un poco di tristezza m'attanaglia. Un poco soltanto ma capace di colpirmi in profondità. Una volta avrebbe avuto il sapore della paura ma questo sentimento non mi si adatta più. Non ho paura, c'è solo che mi manca qualcosa. Rifiuto di accettare i sogni preconfezionati e le prospettive che gli altri mi propinano ma pare che solo i miei sogni e le mie idee non bastino a riempire la stanza. Forse è il caso di salire in macchina e perdermi, forse. 1月5日 Always on the runE' perché è sera, perché sono stanco, perché l'anomala bolla delle feste mi soffoca che dovrei fermarmi, abbandonarmi a questo lieve torpore, rinunciare a combattere? Itchy trigger finger and the race to be alive Smokin' a cig while you drink'n'drive With no control in your life ahead You're never gonna see if you wind up dead Non credo... 1月3日 VagandoE' tornato, irresistibile, l'impulso di andare, vagare. Le pareti di casa e il pavimento sembrano scottare per poi stringersi su di me fino a togliermi l'aria. Ho voglia di sentire l'autoradio che canta per me musica anni ottanta. Non ho idea di dove dirigermi e sono contento di non averla: senza meta, senza obbiettivo; mi sembra la condizione ideale, ed in questo momento necessaria, per respirare. Mi ritrovo a pensare da quanto non vada in un certo posto, toccato in precedenti remote fughe. Mi chiedo come mai non vi faccia ritorno da tempo e come ieri la ragione che mi sfugge è lì ad un palmo dal naso a rinfacciafarmi la propria evidenza: avevano chiuso quella strda a causa di una frana ma ora, a distanza di anni, quella strada è di nuovo percorribile, motivo a me sufficiente per percorrerla. Quel mio parcheggio è però oggi popolato da una dozzina abbondante d'automobili e non deserto come l'avevo lasciato. Fuggo, continuo per quella strada che da lì in poi conosco poco. Mi imbatto in una piazzola dove mi fermai a bere una birra (dissemino i luoghi di ricordi e torno di tanto in tanto a controllarne la crescita). Hanno asfaltato questa piccola lingua di terra che rimane nuda nel mio ricordo. Indignato proseguo per fermarmi dove il caso mi offrirà riparo. Sempre contento di non aver bisogno d'un motivo per continuare a dare tanta importanza al mio tempo e al mio modo di viverlo. Io che vado forse solo perchè me l'ha trasmesso mio padre, forse perchè spero di incontrarlo prima o poi nei miei pellegrinaggi fra piazze di paese e vecchie panchine di pietra. E la banalità che ribadisco oggi è che bisogna perdersi tutto il resto per ricordarsi e far riemergere quello che si è. MasticandoSono uscito a masticarmi un pensiero. A fare una passeggiata per "Le fronde", il parco, le vecchie strade. In questi ultimi giorni ho risentito sulla pelle le cose come le sentivo alcuni anni fa. Questa volta non si tratta di un mio voler cercare il passato, ho capito che cercare di congelare un bel momento o peggio di ritornarvi a tempo scaduto è stupido. Invece è capitato continuando l'allegra passeggiata della mia esistenza di ripassar in un posto simile in una sorta di deja-vu esistenziale. E quindi ho indugiato in una vecchia abitudine, chiedendomi come mai non passeggiassi da un po' per queste strade; la risposta era dannatamente banale: non abito più qui se non nei week-end e nelle feste. Questo è il genere di dettagli che tendo a dimenticare. Mi concentro su altre cose diciamo. Devo dire che un poco mi mancano vecchi amici che talvolta quelle passeggiate le hanno condivise con me, ma qui si sconfina nella preistoria; si tratta di amici di infanzia, alcuni cancellati da alcuni screzi, altri semplicemente allontanati a poco a poco da una corrente che eravamo troppo pigri per contrastare. O almeno così credevo, fino a quando ho capito che è giusto a volte perdersi. In questi ultimi giorni ad esempio pensavo che mi spiace non vedere Sara B. che nonostante qualche divergenza d'opinioni ha fatto parte delle nostre serata per tanto tempo, occupando un ruolo di primo piano. D'altra parte lei fa anche l'attrice quindi è giusto, no? Eppure pur spiacendomi averla un po' persa di vista non mi riesce di pensare che sia sbagliato, di dar la colpa a qualcuno. E tenete conto che in quest'ultima attività sono molto ferrato, anche se spesso il colpevole che individuo sono io. E io me lo rimastico quel pensiero, mentre acquisisce quel suo gusto particolare e proprio, appena arricchito dai retrogusti dei passati in cui si rispecchia e un poco si ritrova. Vi indirizzo a fare un salto sul blog del buon Paolone, inutile che spenda parole per descriverlo, è ad un click appena, andate e visitate, fatevi una vostra opinione invece di impigrirvi sulla mia. Oggi ho lavorato ad un sistema che dovrebbe permettermi di pubblicare i post su Moonbiter.net e contemporaneamente su questo blog. Ma ovviamente la cosa non vi interesserà granché quindi potrei anche evitare di tediarvi (per i curiosi con conoscenze tecniche la soluzione è utilizzare MetaWeblog api con xml-rpc, se vi interessa lasciare un commento e vi mando un po' di codice). E continuo lentamente a lavorare al neonato (e già malaticcio?) libro iniziato pochi giorni fa. 1月1日 2007L'anno inizia con il mio rientrare alle due passate riaccompagnato da una gentile e splendida fanciulla. Un buon inizio ma che ha avuto il suo prezzo, pagato in toto dal mio stomaco, quello che possono essere sicuro di avere ottenuto è un poco di saggezza in più, d'ora in poi: 1) Non mangerò mai più, per nessun motivo 2) Mi procurerò e mi porterò sempre dietro una termocoperta Buon anno ai miei sfortunati lettori, Federico (in procinto di diventare uno scrittore maledetto, per ora maledettamente ubriaco) |
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