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11月30日 Che poiChe poi è mai possibile che non sia mai riposato e lucido quando scrivo su questo blog? Che poi è possibile pensare che io abbia visto lucciole danzare intorno alla tua schiena nuda per poi avvizzire nell'ombra mentre tu te ne stavi lì a brillare fino ad esplodere dell'immobile euforia del tuo semplice esistere. E di quella magia ero parte pur sentendomene spettatore non pagante. Quanto tempo è passato, anni. Ma si fingono secoli. 11月29日 Un anno?Ieri un anno fa postavo il primo messaggio sul blog (quasi in coincidenza con Dario).
Ieri un anno fa iniziavo Krav-Maga. Ieri tornavo alle quattro a casa, rinato come matricola della Goliardia. Sacra vola del toson d'oro ovviamente. Il mio nome goliardico? Sarò un niubbo di merda fra i goliardi ma non fino al punto da rivelarlo.... Si vede che il 28 di Novembre è misticamente un giorno attivo per me.
Comunque dopo un anno di blog siamo a 5907 pagine visualizzate, faremo di meglio per l'anno prossimo? Visitate gente, visitate....
E per comunicarvi un pò di spirito goliardico cosa c'è di meglio del Gaudeamus Igitur?
Gaudeamus igitur juvenes dum sumus. [bis]
Post jucundam iuventutem post molestam senectutem nos habebit humus! [bis] Vita nostra brevis est, brevi finietur, [bis]
venit mors velociter, rapit nos atrociter, nemini parcetur. [bis] Ubi sunt qui ante nos in mundo fuere? [bis]
Vadite ad superos transite ad inferos hos si vis videre. [bis] Vivat academia, vivant professores! [bis]
Vivat membrum quodlibet, vivat membra quaelibet, semper sint in flore. [bis] Vivant omnes virgines faciles, formosae! [bis]
Vivant et mulieres tenerae, amabiles, bonae et laboriosae. [bis] Vivat et respublica et qui illam regit! [bis]
Vivat nostra civitas, maecenatum charitas, quae nos hic protegit. [bis] Pereat tristitia, pereant osores! [bis]
Pereat diabolus, quivis antiburschius, atque irrisores. [bis] Quis confluxus hodie academicorum? [bis]
E longinquo convenerunt, protinusque successerunt in commune forum. [bis] Alma Mater floreat quae nos educavit [bis] caros et commilitones, Dissitas in regiones sparsos congregavit. [bis] 11月26日 Dentro (prologo)A me piace scrivere. Perché vuol dire esprimersi, perché è un rifugio. Perché mi piace l'esagerazione di parole quasi psichedeliche. La vita è sempre un po' troppo color pastello. Chiara nel suo magnifico blog parla della sua tendenza ad essere tragica, credo di batterla nella visione oscura che riporto nel pezzo poco oltre, volutamente esagerato perché è nella disperazione più nera che si trovano le risposte a mio avviso. Quelli che conosco non pensino che questo sia il mio pensiero. Sono grato degli amici che ho, più di quanto meriti. E poi, dopo averla sfuggita per una vita, la realtà mi colse. E non sto parlando dei piccoli segni cui avevo negato di prestare attenzione, certo che non me l'avrebbero restituita, sto parlando del solo singolo nocciolo di cui questi segni erano emanazione. Forse ero solo stanco di fuggire, forse mi ero accorto di non avere nulla da difendere ma in un momento di cedimento avevo, per l'appunto, ceduto come una vecchia diga. Avevo dovuto vedere, ammettere: ero solo, semplicemente e totalmente solo. Come abbandonato su una spiaggia, sbalzato fuori bordo dal relitto dell'adolescenza, confinato in quel limbo dove non ero. E c'erano molte cose che non ero; non ero più parte della mia famiglia, dello scartare i pacchi a Natale e della brioche scaldate al mattino, non ero ancora parte di una nuova famiglia che fossi stato io stesso ad originare. Non ero, non ero, aldilà di ogni desiderato appiglio più capace di fingere che gli amici che avevo attorno fossero più che ricordi sbiaditi. Vecchie foto, brindisi ad estati passate, incontri di figure dal nome cancellato. Rapporti nati sullo scambio, il bisogno, l'aiuto reciproco erano diventati orpelli e poc'altro. Da birre passate di mano in mano a birre strette forte al proprio petto. Capii immediatamente dopo aver ceduto quanto importante fosse che io continuassi a reggere. Dovetti forzatamente arretrare fino a sentire il terreno mancarmi sotto i piedi e, vinto dalla gravità, cadere. Infinitamente cadere. Cadere dentro me fino a perdermi nelle contorsioni del mio ego. Laggiù. Oltre la fine dovetti concedere l'ennesima ammissione: si trattava di un nuovo obbligato inizio perchè il debole desiderio di un termine non era in grado di avere la meglio sull'atavico istinto di continuare ad esistare, strisciare dalla causa di morte attuale alla prossima. E così mi apprestai alla mia nuova vita. Dentro. 11月23日 ParentesiInciampo in un vecchio berretto, gioco con quel che ero. Amoreggio con quella lunga parentesi. Per anni ero così berretto & birra. E un sacco di sogni annegati nell'alcol... oggi gioco ad indossare ciò che mi piace ricordare di allora. Like a rolling stoneAppena rientrato in casa. E me ne sto lì a pensare che appena un grammo in più di voglia e tornerei in strada. A vagare, credo, ma mi manca una meta. Mi manca un desiderio. In questi momenti chiudo gli occhi e mi sembra meno inaccettabile l'idea che un giorno tutto avrà fine. How does it feel Ma invece rimango qui. E che silenzio. To be on your own Una volta mi tormentava ciò che avevo perduto, le persone più che altro. Soffrivo davvero. Ed io ero quel dolore. Ora mi tormenta aver perso quella mia capacità di perdere. E sto qui a migliorarmi, a lavorare su tanti dettagli. E cambiare come non pensavo fossi capace. E nel cercare di inquadrare quel quadro generale, badando a non perdere di vista la prospettiva ho finito di dimenticarmi di ciò che davvero contava. La radice. I miei valori. Non sono una persona straordinaria. A questo punto io che distribuisco con sfacciata faciloneria i miei consigli mi direi semplicemente, allora cambia. Mi trovo costretto ad annuire, schiaffeggiato dalla mia stessa profondissima saggezza... With no direction home Sono più forte. Ma come sono implacabile nel giudicare gli altri lo sono con me, e mi dico che non sono ancora abbastanza forte. Ricacciando indietro il dubbio che sia quella forza a estraniarmi. Ho sempre amato pensare di essere capace di isolarmi da chi mi stava attorno per chiuderemi in me stesso a riflettere ma ora fra queste mura multicolori non ho bisogno di sforzarmi. Il mio respiro e il battito dell'orologio sono lì a ricordarmi che qui ho da confrontarmi con me, a muso duro. Più vecchio, quando cogli una ruga su un tuo ideale dovresti ringraziare di averla notata. E non rattristarti per i tuoi errori passati. Il silenzio continua ad accarezzarmi, a non concedermi tregua. Non c'è riparo dal suo sguardo indagatore. Like a complete unknown Like a rolling stone mi piace l'immagine. Una pietra che rotola per la strada. Così lontana da tutto quanto le sta intorno. E non importerà a nessuno che oggi abbiamo vinto la partita, dei miei goal, dei miei interventi in copertura. Dovrò avere la forza di sopportare anche questo. E pensare che stamattina mi sentivo quasi un bonzo mentre mi godevo il calore del sole e la mia nuova capigliatura. E' che solo sapessi dove andare questa sera, domani, che desiderare. 11月21日 ManifestazioniPerchè i mutamenti poi si manifestano anche in piccole forme concrete, tangibili.Come a ricordarmi che l'azione succede al pensiero di tanto in tanto. E perchè a volte mi piace sentirmi più "definito" 11月20日 Citazione patetica di frasi altrui IAn idea that is not dangerous is unworthy of being called an idea at all. Oscar Wilde Oggi (del perchè i titoli che scelgo non c'entrino niente con quello che scrivo e i sottotitoli mentano financo)Oggi è un nuovo inizio. Per me. Perchè mi va di cambiare. Per continuare a vivere, per non arroccarmi in quello che ho, in quello che già sono. Perchè la ricerca deve continuare stando attenta ad evitare come la peste ogni equilibrio. Quando ti accorgi di camminare su una corda, hai una sola possibilità: scendere e smettere di fare il pirla. A costo di romperti una gamba nella caduta. Perchè a volte sei costretto a scegliere fra due opzioni che ti fanno schifo. E ti illudi che se una fa meno schifo dell'altra sia quella giusta. Perchè a volte dico solo un mucchio di cazzate. Perchè quando dico che a volte dico solo un mucchio di cazzate sottintendo che quelle volte costituiscano la maggior parte delle volte. E c'è da dire che in questo nuovo inizio ci si son buttati anche i corsi che partivano freschi freschi stamattina, fottendosene altissimamente che ci siano ancora orali da sostenere, progetti e tesine da consegnare per la sessione ufficialmente conclusa. E in uno di quei corsi reincontro un professore che ho già avuto, preparatissimo ma con qualche difetto che mi ha portato a farmi quasi sanguinare le mani su una tastiera lavorando per un suo corso, tutti i giorni, tutto il giorno per un paio di mesi. Si da il caso che il prof in questione oggi ci abbia aperto gli occhi su un'ennesima branca dell'ingegneria, il social engineering. "Chissà domani quale fuoco ecciterà i peccati miei" (non c'entra un cazzo, è solo un disturbo di sottofondo ma ha una certa forza persuasiva che mi porta a riportarlo riportando me ad un passato in cui... ehi qui perdo il filo) Tralasciando la noiosissima descrizione di cosa sia il "social engineering" questa coincidenza è andato a nutrire il dubbio che stavo coltivando che sebbene io appartenga alla nefanda cerchia di coloro che possono scrivere ing. davanti al nome (una perifrasi questa volta a confondere i lettori e negare il mio status di ingegnere) posso lo stesso coltivare, con moderazione, rapporti sociali. E tutto questo solo per dire che stamattina mi sono alzato e mi sono detto che ok, adesso posso anche trovarmi una ragazza. Che sono ben sicuro di esser capace di starmene da solo, di non volere un rapporto per scaricare le mie insicurezze. Il mio problema è che non ho pazienza. Non so starmene qui ad aspettare di incontrarla. Eppur non è che possa fare molto per andarmela a cercare. L'amore quando arriva arriva. Sarà anche vero ma non mi piace l'idea di non avere un ruolo in questa ricerca. Mi sembra troppo passivo. Che poi io non saprei neanche immaginarmela la ragazza adatta a me. Perchè se uno se la immagina si limita, non si predispone per farsi sorprendere dall'esistenza. Io me la immagino solo con un carattere forte. Che mi faccia capire ogni giorno che se mi concede la sua presenza è un privilegio. Che pretenda molto da me. Ma esisterà? 11月16日 TODO list, item #1Avrei voluto fare lo scrittore, ma oltre alla mancanza di talento non ho mai avuto voglia di esercitarmi. Vorrei prendere un cane, ma so che non avrei mai voglia di portarlo a spasso due volte al giorno. E so anche che limiterebbe il principio che costituisce la mia seconda religione: la libertà. L'idea di poter chiudere la porta e andarmene in un luogo indefinito, per un tempo indefinito. Io vorrei... fare una pila di tutti i miei "vorrei" accumulati nel tempo. Prenderli ed esaminarli uno ad uno. Soffermarmici per rendermi conto che ognuno di questi non si è mai tramutato in atto concreto. In questo modo forse capirei che quando un "vorrei" si forma nella mia mente esso grida già a me stesso e chiunque altro mi ascolti (cosa alquanto rara, la gente impara a difendersi dai miei deliri) che quel desiderio non è supportato da una volontà abbastanza forte da realizzarlo. O semplicemente è un ozioso capriccio per soddisfare il quale non ottengo pagare il prezzo necessario. Accettabile. E allora sarebbe meglio non esprimerlo, insignificante esercizio di stile, ennesimo groviglio di parole che occupa spazio nella mente e nel cuore. Desiderare poco, desiderare bene. 11月15日 ...ed è così, stringendo la polvere, che corsi a cambiar pelleSeconda giornata di esami consecutiva, seconda vigilia consumata al tavolo di un pub con il mio migliore amico dividendo la vita, una birra, l'idea di un ennesimo viaggio. Alla ricerca di un angolo d'Europa che finora ci sia sfuggito. Ritornando a casa la gioia di essere vivo basta a riempire tutti i miei pensieri, è normale conseguenza che l'ego si gonfi a dismisura Shook me all night long fino a farmi gridare che io stasera sono il rock n' roll. Just follow me baby... Il lupo e la rabbia stanno cedendo il posto in me, andandosi a rintanare in un cantuccio, in attesa che torni il loro turno, consci che anche di questo stato, di questa personalità, troverò il modo di stufarmi. 11月13日 Nel dubbioDomani ho un esame, otto e mezza però... sapete, a rimandare di vivere si corre il rischio di scordarsene perciò vado a farmi una birra ma non prima di lasciarvi qualcosa da leggere, perchè chi legge le mie cazzate ogni tanto merita di ritemprarsi con qualcosa di intellettualmente stimolante, nevvero? Visitare e riflettere WhereIl punto è che... la insoddisfabile natura umana? Perchè io ci sto bene in questa mia bolla. Sono allegro, vivo e respiro. I giorni, la birra scorre a fiumi, le preoccupazioni sono echi lontani With your feet on the air and your head on the ground Try this trick and spin it, yeah Your head will collapse if there's nothing in it And you'll ask yourself eppur di tanto in tanto scorgo i confini di questo mio stato, e guardo che c'è fuori. Curiosità più che altro. Where is my mind? Where is my mind? Where is my mind? Way out in the water, see it swimming a farci caso mi son lasciato andare a questo mio galleggiare fra i giorni, semplicemente vivendo. Una parte di me però si ricorda di traguardi, aspettative, tensioni al futuro, ad un approdo. Ad un mondo che non adoravo. Mi accorgo di non coltivare interessi nè passioni, non dedicarmi a niente che non sia l'essere felicemente vivo. Qualcosa di nuovo per me. Non credevo di poter diventare così, sembrava una sfida ed è solo per questo che mi sono divertito un'altra volta a cambiare. E ora qual'è il mio prossimo obbiettivo? I was swimming in the Caribbean Animals were hiding behind the rock Except for little fish When they told me east is west trying to talk to me, to me, to me Me lo chiedo con una calma estrema, continuando a galleggiare quassù... 11月11日 Itinerante stasiPensieri, cazzo. Non so come mi abbiano trovato. L'odore. Hanno seguito l'odore della mia paura. C'è una sola cosa da fare. Alzare il volume della radio, ancora. I timpani sanguinano. Ma che cosa conta? L'alcol prende il suo posto nelle mie vene, sostituisce il mio sangue, vecchio. E' la mia ricetta è sempre la stessa, schiantarmi più forte contro quel muro. Il mondo intorno a me cambia, cambiano le mie scarpe, i miei vestiti, via le felpe dentro le cravatte. E non mi perdo più infinitamente dentro a quei parchi. Eppure. In fondo ai miei occhi colgo ancora quella scintilla. O forse è solo il riflesso della bottiglia... 11月9日 La porta dimensionale del sesto pianoDalle pareti azzurre alle pareti gialle. E' un mondo magico, le tapparelle abbassate, la luce filtra con pigra volontà. Il frigorifero è vuoto e candido. Sono le due, abbraccio il letto. Sono le tre non so se mangiare. Sono le quattro non so che pensare. La sedia mi fissa, la musica continua da sé. Il termosifone ci tiene a mostrarmi il suo affetto. Potrei rimanere qui a giocare come un bambino. Potrei rimanere qui per sempre, senonché se non vado a far spesa adesso prevedo che la morte per inedia porrà fine a tutta questa magia. E poi caffè, caffè... E poi... Suggerimenti? 11月7日 A volteA volte, troppo poche, mi alzo e vado a darlo l'esame. A volte i giorni prima li passo a non studiare, non tediarmi di sterile preoccupazione. Mi siedo al banco. Ignoro il bastardo a fianco che sfoglia i suoi bigliettini. Ignoro il brusio di mariuoli accademici che rubano meriti. Consegno, largo anticipo. E me ne vado. A volte la sera stessa vado a cena da mio zio, anche in questo caso troppo poche. Parliamo del mio futuro, del suo presente. Del passato ancestrale della famiglia. Per lo più chiacchieriamo di tempi andati. Dei morti. Parliamo anche di me, di quando mi hanno rubato la macchina mentre ero al cinema, al Fiamma. Hanno chiuso quel cinema. A volte mi accorgo di avere un passato. Dovevo tornare dai miei come tutte le volte che preparo gli esami. Per mangiare meglio mi dico. A volte penso che sia solo per negare di ammettere che la mia casa è qui. Che vivo da solo. Che oggi ho rotto la bottiglia dell'aceto. Per negare con ferocia che dopo ho pulito. Per negare fino alla morte che andando da mio zio ho portato i pasticcini. A volte non ho voglia di crescere. A volte non ho voglia di ammettere di averlo in parte già fatto. A volte ho voglia di stabilità ma a volte la violenza della stabilità è un modo di morire a metà. A volte temo di averlo per davvero questo mio ricostruito e dinamico passato. A volte mi chiedo dove sia. Che importanza tremenda aveva fare l'amore una volta in più, portarle un fiore. Se avessi studiato un canto appena in meno, se avessi dimenticato una formula in più. Se quel giorno avessi tagliato e poi sceso per via Piol avessi fischiettato a volte penso che avrei guadagnato un poco appena di spazio in cui la mia indole di fannullone potesse sfogarsi. Appagata del solo proprio esistere. A volte sono presuntuoso. A volte mi adoro. A volte mi adoro ancora di più. A volte offro incenso e sacrifici alla mia immagine. A volte a cena da mio zio mi ricordo che uno dei miei nonni era marchigiano e la mia piemontesità non è pura, a volte mi sembra arricchita, a volte contaminata. A volte lo zio mi offre non solo un cocktail e vino ma anche whiskey. Liscio. A volte parla di un mio parente quasi coetaneo che fa l'erasmus a Coimbra e studia medicina. A volte lo zio dice che organizzerà una cena e faremo quattro chiacchiere. A volte ho voglia di conoscerlo. A volte penso che non ci incontreremo che una volta e saremo solo due sconosciuti. A volte credo che dovrei andare a trovare i parenti. A volte vorrei andare a trovare i parenti. A volte mi accorgo che non ho il tempo. A volte penso che non dispongo del mio tempo. E di conseguenza mi incazzo. Mi ribello. Non studio. Me ne fotto. A volte vorrei parlare. A volte vorrei murare quella porta. A volte manderei tutti a fanculo. A volte mi ci manda qualcuno. A volte mi incazzo perché qualcuno non lo fa. A volte penso ai miei valori. A volte intreccio arabeschi come scuse per la mia ingenua coscienza. A volte mi dimentico di quando ho iniziato a girarmi dall'altra parte mentre mi comportavo come non dovevo ma poi non mentire su te, con te. C'era un male che non si cura mai né coi baci né con la cocaina, sai? 11月4日 Un granello fra gli ingranaggiSapete, sono rimasto un po' stupito da un meta-evento accaduto di recente, che ha sfiorato diverse persone che conosco (o quasi-conosco). Tutto è iniziato quando una ragazza (che chiameremo in codice Peppa), colpevole l'ora tarda, ha mosso una critica, a mio avviso civile ma a che a qualcuno tale non sarà sembrato, ad una persona che ama pubblicare poesie sul proprio blog. Tutto questo ha suscitato le reazioni dei suoi zeloti (seguaci estremamente convinti, ho usato questo termine solo per darmi un tono). Altra gente si è inserita nella discussione, per supportare la tesi di Peppa e anche perché stupiti dalla veemenza della risposta dei guardiani dell'ormai celebre Poeta coi controcazzi, forse colpevole di peccare di superbia (al di là del fatto che ne abbia motivo o meno). E' molto divertente vedere come un piccolo granello di verità, una particella di opinione, depurata, limata e ben lungi, ipotizzo, dall'essere espressa nella sua non filtrata completezza possa scatenare discussioni e discussioni, a mio avviso divertenti. Chissà come ci si divertirebbe in un mondo di totale sincerità. Ne saremmo tutti un po' feriti probabilmente ma credo che ne acquisteremmo in lucidità, senso della realtà e forza. E per una volta mi trattengo dal dire la mia. --- Qui trovate la poesia vittima della sacrilega critica: http://blog.libero.it/stefino/1842218.html Fra i commenti degli interventi successivi la diatriba procede, alcuni ne traggono spunti di ironia: http://warkosegreto1982.spaces.live.com/blog/cns!688447F8C45BEC1E!621.entry?_c=BlogPart#permalink, http://dariodeseppo.spaces.live.com/blog/cns!6A521F4FC9A1D1B8!715.entry?_c11_blogpart_blogpart=blogview&_c=blogpart#permalink E colui che si erse a difesa dell'ignara Peppa subì dure reprimende sul proprio stesso blog: http://underworlddream.spaces.live.com/blog/cns!64E651BBB98981BE!205.entry?_c11_blogpart_blogpart=blogview&_c=blogpart#permalink 11月2日 Halloween... la festa del terroreCi giungono immagini che testimoniamo quanto la notte di Ognissanti sia stata un autentico momento di rivoltante pauuuuuuuuraaaaaaaa, per questioni di privacy i volti degli interessati sono oscurati... in seguito ci ha raggiunto un esercista per porre termine al tutto, la guida della Chiesa ci ha mostrato la retta via... 11月1日 HelloweenDolcetto o scherzetto? Mentre coltivi la risposta, prima che tu la esprimo per fugare il mio dubbio, io questo arco temporale lo spenderò aprendomi una birra. E' mattina sapete. Ne sono quasi certo. Se così non fosse tutta questa luce sarebbe dannatamente fuori posto. Per dirla con parole mie, non mi sento proprio un fiore. Festa a casa di Giò, al Magnoletto, si arriva alle dieci per ripartire alle quattro e mezza. Non ricordo per davvero un solo istante di quelle sei ore abbondanti in cui non avessi un bicchiere in mano. Il mio fegato ed in generale il mio organismo tutto sembrano averne preso nota, sicuramente per farmela pagare. Gli esami si avvicinano ed io dovrei essere lì, da qualche parte, sperso fra le nozioni, sepolto sotto i diagrammi. Ad affogarmi nei doveri, non è questo che ci si aspetta? Diciamo che sto perdendo un'occasione per studiare ma ho come la sensazione che nel frattempo stia facenso scivolare qualcosa di più importante, capissi solo cosa... è che ieri ho sentito come un dolore venire da una parte che non mi faceva male da un bel pò: non so da quando la mia superbia schermasse l'orgoglio dall'accorgersi del circondante. E qui fra lunghe mattine, in cui non sopravvive l'eco nè il riflesso di una lunga notte, ecco in mattine come queste solitamente avverto un poco di malinconia. Non questa volta, non so dire se per via di un cambiamento dentro di me o perchè il mio stato di malessere fisico diffuso cattura tutta la mia (scarsa) attenzione. Niente malinconia a tenermi compagnia. Però pensieri, di quei tarli, dolce necessario tormento, qualcuno fluttua fra i postumi. Postumi forse solo di una serata con qualche amico, forse di qualcosa che ho perso di vista, distratto com'ero dal bere e dal provare a sopravvivere all'avanzare del tempo. Mentre tutto cambia però rimango costantemente capace di scrivere e non dire nulla, non seminare concetti fra queste righe. O forse si? Ditemelo voi. Il rientro poi mi ha visto scivolare dolcemente fra le strette curve di montagna, volgere con sicurezza il mezzo per la via di casa, pare strano ma un cartello tenta, con tutte le sue forze, di avvisarmi che sto entrando in autostrada. Mi giro verso il Bestia. E' convinto che la strada sia giusta. Lo esamino. Non credo sia in grado di dare consigli in questo momento. Torno a guardare la strada. Un cartello verde, d'ingresso in autostrada, molto molto grande. Non mi riesce proprio di ignorarlo. Rapida inversione ed eccomi tornato alle strade comuni. Il motore macina i chilometri uno dopo l'altro. E poi un altro simpatico cartello mi avvisa che sto avvicinandomi a Casellette. Casellette non mi ha mai convinto. Mi sa di uno di quei posti che s'inventano per riempire le spoglie cartine della Val di Susa, per aggiungere una riga ancora alle indicazioni. Io a Casellette, senza offesa alcuna, mi rifiuto di andarci. E così si attraversa Alpignano, Rivoli, Rosta. Si, in altre parole un giro del cazzo, come ci si poteva aspettare da due ubriachi. E' tutto qui. E chi può dirlo? Le sfumature ragazzi, è a quelle che bisogna prestare attenzione. Perchè altrimenti di cose comuni, già viste, previste, ci si può anche morire. Ma ieri verso le quattro non si era parlato di fare un giro, chessò, a Milano? Perchè poi non l'abbiamo fatto? Che cosa ci ha rubato quelle ore, quell'esperienza? Che poi a volte fa piacere anche starsene accanto ad un amico, con una birra di troppo in circolo, anche se in quel momento probabilmente non ha neanche coscienza della tua presenza. Ma sono dettagli, sfumature, ricordate? |
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