Federico's profileL'eremo del viandantePhotosBlogListsMore Tools Help

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    May 25

    Un desiderio e poi il lago

    Anch'io ce l'ho un desiderio: vorrei capire per cosa piangi e per cosa sorridi, l'origine di un tuo sospiro. Vorrei fare a metà, essere ciò che tiri fuori dal cassetto quando fa freddo o qualcosa ti fa paura. Così infinitamente vicino che possa confondere ciò che so con ciò che so senza saperlo. Smettere infine di flagellare col mio metro, battere ogni spazio e fruscio di giudizi e pensieri. Vorrei arrichirmi dei vostri di pensieri, diventarne tanto ricco da potermi spogliare di me. Me ne andrei nel bosco, seguirei una diramazione che rifugge il sentiero principale, continuerei fiutando la terra per capire dove sia più sconsolata. Raggiunto quel punto mi immergerei nella pozzanghera più profonda dei dintorni mentre la pioggia ticchetta paziente. Come dondolando fra il fango, le ore, gli odori. Te lo immagini che pace? Non riusciresti neanche a credere che possa smettere di piovere, non capiresti come possa esistere una volontà a desiderarlo.

    Poi me ne sono andato al lago piccolo di Avigliana. Ho guidato con le frecce che non funzionano più. Ho trovato la strada e la sua rude novità, parcheggiato e proseguito a piedi. Pioveva, con coerenza, anche sul lago ed io l'ho trovata una cosa buona, un'idea semplice e geniale. Lungo la costa c'era la pace ed il perdono a riposare fra la ghiaia. Guardavo l'acqua senza che questa reagisse; rispettosa di quel silenzio che avevo dentro; m'accoglieva quella riva senza blandirmi, senza volermi ghernire. Eppure trascorsi alcuni minuti ho voltato le spalle e sono tornato al cammino. Capisci? Desideravo il sapore di altri passi, di paesaggi che mutano faticosamente poco a poco. Sentivo che alcune seti necessitano di sorsi brevi, così contro la mia natura. Ma di fronte al lago non mi sentivo di contraddirlo e quello mi sembrava il modo giusto.

    Il Poeta nel frattempo dopo Dublino e Trieste ora è a Madrid.
    May 19

    Strati

    Stasera Clancy's. Tornare a Rivoli, affrontare le curve che conosci, il solito fare stratificato e confermato dal tempo. Incontrare Daniela, starsi a contare le vite dandogli i nomi delle persone con cui le hai conosciute. Quel bacio saffico sotto a quell'albero, nella Clio parcheggiata malamente ad invadere spazi non suoi. Io c'ero. E in quel rifugio, e nel rifugiarsi in parchi. E tutti quei nomi. E Giulia, e le sue amiche. E Carmine dentro a quel Clancy's, un pub vecchio a restaurarsi, a darsi quell'immagine di luogo capace di scivolare sopra al tempo. C'ero e c'ero troppe volte. Altra Bass, vorrei, a scorrermi nelle vene, a ricucire fili. C'ero sulle panchine, c'ero al parco di via Capra, c'ero sul Reno, c'ero alla Pellerina, c'ero mentre Daniela pattinava e noi tintinnavamo di lattine a poco prezzo. C'ero mentre scambiavate grammi contati con cura. C'ero in tante, tante occasioni e nel dimenticarle divento me stesso, mi approprio di me. Ricco del mio dimenticare, del mio inventarmi. Bentornata Giulia, da quanto tempo non si inciampavamo sullo stesso ramo? Bah. Vado ad interrogare l'oracolo travestito da bottiglia di Genepy.

    E a tutti gli amici, i nodi di mesi alle spalle, a Giorgì che torna:

    May the road rise to meet you,
    may the wind be always at your back,
    may the sun shine warm upon your face,
    and the rains fall soft upon your fields and,
    until we meet again,
    may God hold you in the palm of His hand.

    In fondo mesi fa ero ad abbozzare che (perdonerete la confusione, le parole cadute sul foglio e non corrette; noterete la costante pazienza del Genepy):

    ----

    Serate troppo chiare per essere confuse


    Per compagnia voglio il giubbotto di pelle e gli stivali texani. Altra telefonata, altra offerta di lavoro, ma io ho smesso di lavorare, sono tornato uno studente. Ho riaperto la porta della Tana e mi ci sono riaccucciato arredandola di decine di puntate di Friends ed una bottiglia di Genepy. Sono tornato indietro. Non guardo mai dalla finestra, al massimo fisso le pareti gialle. Mormoro qualcosa camminando per strada, il berretto nero mi protegge dal freddo e dai pensieri.


    Alla fine di “spud” il “cowboy” racconta a Ross di quando sua madre, quando lui era bambino, affogò i cuccioli della sua cagna dicendo che preferiva eliminare ciò di cui non poteva prendersi cura e poi rivolto a lui diceva “avrei voluto saperlo fare con te”. E lui ripensandoci “magari fosse riuscita a farlo”. Il cowboy poi entra nella roulotte, Ross è in macchina fuori che dorme. La roulotte esplode.


    Sarà che sono un sognatore che non ha più sogni. Sarà che la bottiglia di Genepy è rimasta chiusa perchè ci sono gli esami. Ed è soffocante quest'idea di limite ad una libertà di cui in fondo, stasera, non saprei che farmene.


    sai dev'essere bello dormire per sempre con le macchine sotto che vanno avanti e indietro mentre piove. Come quando ero bambino. Oggi voglio un riposo profondo, la pace. Fermare questa pacata insofferenza che c'è qua sotto. Domani mi alzerò e guarderò fuori come se ci fosse il mare o ancora meglio guarderò le montagne, il corollario dei mei paesaggi natii e fisserò una cima. Là la mia vita, domani inizia la ricerca della felicità. Zaino leggero, panini al salame e preghiere. Non serve altro.---

    Oggi invece al Clancy's spillavano Bass e la scambiavano con vil cartamoneta, sono certo d'averci guadagnato; invischiato in questo mio essere certo e sicuro da tanto tempo.

    May 18

    The Scoppiato Group Project: Dossier 4°

    In questa galleria (degli onori? Degli orrori?) un nuovo "essere" si guadagna il suo posto:



    Nome anagrafico:
    Maria Teresa (più verosimilmente: Maria Peppa)
    Nome in codice: Peppozza, l'ammaestratrice di orsi bruni
    Nome GIUVIELLO: - Non assegnato - (ma ci starebbe bene Finezzamente)
    Segni particolari: Oddio... volgarità sconvolgente, tracce di attività cerebrale minori di quelle di sodio in una bottiglia d'acqua di nota marca. Urticante balengaggine a nastro roteante. Umoralità, acidità, allegria in mix casuale.
    Blog/sito: - non pervenuto -

    Consiglio di ripassare le puntate precedenti:
    La scoppiata
    Alf
    Giorgì


    May 17

    Sai che non lo so

    Innanzitutto se non hai come amico Claudio, ci perdi. E' inutile, son privilegi. Quattro chiacchiere giù a Rosta, birra e birra e birra. E' un ottimo, vero discepolo di Gino.

    Poi della cuscinata non ho più parlato ma... in attesa di qualche foto, è stata una figata. Con noi a vendere cuscini & sangria...

    Da ieri poi Giulia è finita fra le grinfie dei goliardi della Sacra Vola del Toson d'Oro...

    Invece sabato prossimo si pensava con il già definito ottimo Claudio di fare una notte in tenda a bere e fumare (chi ha detto fumare? Vergogna!). Ho già detto bere? Cazzeggiare da gran minchioni etc etc cosa aperta a cani e porci. Se poi vuole venire anche qualche porca... beh siamo gente che un posto lo trova...
    Allora chi partecipa?


    May 14

    Il giorno

    Che vuoi dirmi con lo sguardo acquoso che si riposa nel pomeriggio limpido, che mi vuoi dire con quello startene sdraiata sulla coperta, tempestata di fantasie e colori persi nella stoffa. Stai lì a dirmi, a sussurarmi che non ci sei, non esisti. Non m'importa, non bado a questo genere di dettagli. Io ho il giorno tutto per me. Per chi c'è e per chi non c'è.
    May 07

    Piombo

    I vapori del piombo possono fermartisi lì.

    Ieri abbiamo fuso e firmato le placche.

    E si dirà:
    "Und wenn sie nicht gestorben sind, dann leben sie noch heute".
    May 06

    Voglio?

    Voglio diventare un vecchio signore rompicoglioni. Smettere di fare casino in casa di modo da potermi lamentare della vicina che alle tre tiene la tele a tutto volume... visto che mi capita di fare rumori alle quattro per ora non ho il diritto di lamentarmi... ma l'acquisirò e spenderò tutto il tempo che mi avanzerà dallo stare a monitorare l'avanzata dei lavori pubblici (e tutte le altre incombenze da vecchio rompicoglioni) a lamentarmi. Oh si.

    E pare un abbozzo di learning agreement stia comparendo: non traduco manco i titoli dei corsi, li scelgo a caso. In fondo credo lui ne sappia più di me.

    Sarà strano dimentcarsi di sè stessi. Io per ora non ci penso ad un anno di vita da inventarsi. O in fondo così strano non sarà, è un gioco già giocato, a seminar pelli vecchie lasciando una scia che a guardarla di lontano non la si capisce. dovrei essere in una di quelle pelli abbandonate per strada per farcela. E così. Sono giorni che se ne vanno... nelle sindromi adolescenziali abbracciano freschi ventiseienni che cercano cose dentro a canzoni come birre in frigoriferi vuoti.

    E' questo che fa commuovere, che muove l'animo dentro. Spazi ampi e freddi e nessun alcolico a consolarli...

    Certo quando dice che

    Tradiscono i decenni,
    saranno gli anni fa.
    Il tempo li fà belli
    questi anni non li avrai,
    se no li perderai.

    Forse è il pessimismo tardivo di chi non ha avuto il coraggio di avvicinarsi a lei e chiederle almeno il nome, se poi altro seguisse fosse il tempo, strade dissossate o macchie di gelato al pistacchio a deciderlo. Non io, non tu, non lei. Dimentichiamoci tutti. Tutto. Fidati e prendi questa mano che qui fra noi è l'unica a conservare una memoria. Più una saggezza antica, innata, immota. Primeva. E affidiamoci a ciò che è, certo nel proprio esistere. Se questa strada è qui, e l'albero l'accarezza da anni un perchè, credimi, c'è. E dimenticando anch'io ho trovato il posto per capirlo.

    Poi,
    dopo penserai,
    quel certo sole dov'è mai??

    E poi dopo quando smetti di chiedertelo alza lo sguardo. Capita che ce ne sia un altro di sole a guardarci bene, direi che può andare anche questo, no? Non sono uno che sta a badare al capello...

    La storia è lì che sta,
    in un disegno che guardai.
    [...]
    Tradiscono i decenni

    E restituiamo il favore. Tradiamo questi porci anni. Se ci seminiamo pelli addietro è anche per non farci riconoscere. Confronti impietosi, chi ne abbisogna?

    Comunque mi è capitato di scrivere una cosa in endecasillabi e penso che potrebbe essere esperienza da ripetere, da ripetersi in futuro. Certo poi magari evitando di pubblicarla qui. Può non sembrare ma voglio bene ad alcuni dei miei lettori.
    May 02

    Quisquillie

    Tecnicamente deovrei studiare tedesco, fare il learning agreement e alcune dozzine di altre incombenze non rimandabili.

    Però, se ci guardi bene capisci che è l'aria a chiederti di stare alla finestra a cantare Take me home, country roads.

    Ieri una bella serata in Goliardia. Si inizia alle nove di sera, si finisce all'una del giorno seguente. Marco ed Elena prendono un gelato, il vortice di alcol in attesa di assimilazione mi invita a limitarmi ad osservare.

    Country roads, take me home
    To the place I belong
    West virginia, mountain momma
    Take me home, country roads

    Ma poi Giorgì tornerà dalla Russia? Mah...

    Ma me lo promettete che saprò viaggiare senza imparare a farlo mai, senza godere del riposo o della lontananza? Me lo promettete che il mio cuore saprà sanguinare ricordi e le foglie secche degli alberi dietro casa? Mi promettete che saprò tenermi ogni ago nella pelle, dalla grande casa bianca alle vie imbarazzate della Crocetta. Che io possa bruciare ogni casa e sentirmi straniero in ogni luogo.